Fase 2

L’alba di questo “rientro” indubbiamente ci accelera.

L’accelerazione mentale è uno sprint, un momento creativo, una piccola follia. Piacevole e rischiosa. Perché facilmente ci può deviare in una situazione fantasmatica, illusoria, carica di aspettative gratuite e forzate; e farci perdere il senso del pericolo, che in questo momento (come sempre) risulta fondamentale per non abbassare la guardia.
Il desiderio di una “normalità” può diventare così aspro da riprodurla in modo anarchico.
Oppure ci può destabilizzare, ubriacarci, addirittura portare a un timore vago del rientro, laddove per questioni personali ci eravamo addirittura affezionati all’isolamento, come un’alcova.
È come l’innamoramento folgorante verso una persona che abbiamo tanto atteso, e che da tempo non vedevamo. Ma che dobbiamo imparare a conoscere. O che a ben vedere non ci piaceva poi così tanto e si resta delusi.
Insomma è un momento intimo, personale, e se ne abbiamo la capacità godiamocela rimanendo aggrappati al significato personale che si realizza per ognuno di noi; ognuno a modo proprio.
Personalmente oggi ho faticato, ho avuto per un po’ la sensazione di dover fare e sistemare tante cose.
Poi, guardando negli occhi (perché quella maledetta mascherina ti inchioda all’incontro oculare) un paziente che non vedevo dall’inizio di questa temibile vicenda, mi si è sciolto un nodo dentro e mi sono sentito profondamente innamorato: di “lui”, del mio lavoro, di quella stanza di analisi terribilmente vuota e così asettica (tra un disinfettante e la candeggina) che Freud sarebbe impallidito, della mia piccola vita e della mia grande famiglia, di questo tempo così incerto ma che ti inchioda al desiderio di vita….
Io non so se questa è la fase 2 o che roba è, so che “incontrare” nuove persone che emergono da un luogo sconosciuto, forse da Marte, ti regala nuove strade da percorrere ancora….ho imparato che ci sono persone che conosci da una vita dentro casa che ti sorprendono con la loro dinamicità e forza d’animo anche dalla castrazione di una prigione….ho imparato che mi sento piccolo e grande nello stesso preciso istante.
E ho imparato che stare con una donna in quarantena nella fase più femminile del mese non conosce fasi!
Insomma qualcosa ho imparato….poi, i prossimi giorni, si vedrà.

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